Un viaggio nelle prelibatezze più strane al mondo

🍕🍜🥣

Sperimentare le diverse tradizioni e i vari sapori tipici dei Paesi del mondo è sicuramente uno degli aspetti più affascinanti del viaggiare. I piatti preparati con ingredienti locali e conoscenze culinarie tramandate da generazioni hanno portato anche le culture gastronomiche più specifiche oltre i confini geografici, guadagnandosi un posto sulle strade cittadine alla moda, nei libri di cucina e sugli schermi televisivi di tutto il mondo.

Qualche volta, tuttavia, tradizione e gusto si scontrano, dando origine a piatti con un appeal decisamente più di nicchia. Questo “genere per intenditori” ha generato una sottocultura di avventurieri gastronomici desiderosi di sperimentare i gusti più particolari e unici al mondo. Dal formaggio “infestato” ai cracker con una “punta” di gusto molto particolare, ecco cinque curiosità gastronomiche dal mondo.

1. L’UOVO CENTENARIO 🥚

Piatto forte e prelibato dello Street Food asiatico, l’uovo centenario è conosciuto anche con altri nomi altrettanto particolari come “l’uovo di 500 anni”, “uovo millenario” fino al meno invitante “uomo marinato in urina di cavallo”.

Questo uovo è il risultato di un processo di marinatura. Si immerge l’uovo in un composto di cenere, tè, sale, argilla e calce e viene lasciato riposare dalle 5 alle 20 settimane. Questo crea una combinazione di conservazione, stagionatura e modifica chimica dell’uovo che ne altera completamente la consistenza e il sapore e lo rende “irresistibile”. Negli ultimi anni questo strano uovo è diventato molto di moda come street food nei mercati dei paesi asiatici.

2. RAKFISK 🐟

Molto amato nei Paesi nordici, il pesce fermentato nasce dalla necessità di sopperire ai mesi più freddi dell’anno. Il pesce pescato in estate, veniva fatto fermentare in autunno per poi essere mangiato in inverno.

In Svezia il miglior pesce fermentato è il surstromming, un’aringa servita nei barattoli gonfi per via dei gas che la contengono, mentre uno dei piatti tipici della cucina islandese è l’hakarl, ovvero carne di squalo putrefatta, sotterrata per mesi, fatta seccare e mangiata così com’è.
Il nostro Rakfisk, pesce fermentato della cucina norvegese, è una via di mezzo tra questi irresistibili piatti e viene spesso accompagnato in tavola con un bicchierino di liquore…forse per aiutarne la digestione…

3. JIBACHI SENBEI 🍪

Un’originale ricetta direttamente dal Sol Levante  per dare una “punta” di gusto in più ai soliti cracker.
Se nell’impasto notate delle zampette, delle ali e delle strisce familiari non vi state sbagliando affatto! Questi Senbei, ovvero cracker in Giapponese, vengono preparati catturando delle vespe vive, poi bollite, aggiunte all’impasto e poi cotte al forno.
Pare che gli anziani li adorino, mentre invece tra i più giovani non è proprio così di moda nonostante mangiare vespe, più precisamente le larve, non sia così inusuale in Giappone.

4. CASU MARZU 🧀

Dopo un lungo peregrinare intorno al mondo, al 4° posto c’è un prodotto tipico di casa nostra: il Casu Marzu che in dialetto sardo è letteralmente “formaggio marcio”. Il processo di creazione di questo formaggio è particolarmente sgradevole anche per gli amanti più incalliti dei formaggi.

Una forma di pecorino viene aperta e posizionata in un luogo dove la Piophila Casei (la mosca casearia) possa trovarlo e deporci le uova. Viene quindi riposto per permettere alle larve di nascere e di cibarsi del formaggio stesso, che diventa quindi morbido e acquisisce il tipico sapore ed odore da processo digestivo delle larve stesse. Ovviamente, per non farsi mancare nulla, il formaggio viene di norma mangiato con le larve ancora vive per mantenerne la freschezza e non perdere il “gusto” particolare.

Se il processo di creazione non vi ha spaventato abbastanza e ne volete assaggiare un pezzo, vi è andata male, infatti vendita e commercializzazione di questo formaggio sono vietati dalle leggi italiane in quanto è un chiaro esempio di cibo “infestato” da parassiti.

5. ASSENZIO 🍸

In questa particolare classifica rientra di diritto anche l’assenzio.
Usato a lungo come medicina popolare, questa bevanda è legata a un mito carismatico che la rese popolare tra gli artisti bohémien che ne apprezzavano il particolare effetto intossicante. 60% di contenuto alcolico, color smeraldo e con la leggendaria fata verde sull’etichetta, l’assenzio era consumato tra gli altri da Picasso, Oscar Wilde e Van Gogh.

Ma la fata verde diventò ben presto un diavolo verde quando le voci su follia e allucinazioni come suoi effetti trasformarono la reputazione della bevanda in quella di un catalizzatore di vizio e negatività.
Subito messo fuori legge, l’assenzio rimase vietato in Svizzera fino al 2005 e in Francia fino al 2011.

Oggi la bevanda è sottoposta a una rivalutazione della sua reputazione, e sta vivendo un periodo di revival a livello artigianale in Europa, nonostante rimanga un liquore non adatto a tutti.

© Copyright 2020 Viaggi Nobile | All rights reserved